Secondo l’OMS, una persona su cinque è alle prese con una sordità che ne condiziona la vita. Tuttavia, molte di queste persone non sono consapevoli dei loro problemi uditivi e dell’impatto che hanno sulla loro salute e felicità.
Questo accade perché non è sempre facile riconoscere i segnali di debolezza uditiva.
È uno dei segnali più comuni e sottovalutati di una sordità che sta peggiorando.
Se ti capita di perdere qualche passaggio di troppo nelle conversazioni, soprattutto all’aperto o con il chiacchiericcio di sottofondo, significa che il tuo udito sta iniziando a perdere colpi.
Potresti non rendertene conto direttamente tu, ma che persone vicine te lo facciano notare.
In questo caso, meglio starle a sentire. Almeno finché riesci
Piccola premessa: una persona con problemi di udito potrebbe essere in grado di percepire cosa si dicono sottovoce due persone a distanza di un metro, ma avere difficoltà a capire cosa viene urlato a pochi centimetri.
Questo perché l’udito non deve fare i conti solo con la potenza del suono, ma anche con un’altra variabile: la frequenza, ovvero la tonalità del suono che può far sembrare uguali parole dalla sonorità simile come “accendi” e “appendi” o lettere come “b” e “d”.
Se ti capita di fare confusione tra le parole, se a volte ti sembra che gli altri parlino in maniera farfugliata o fai particolare fatica a capire i bambini, significa che il tuo udito non riesce più a percepire determinate frequenze.
In altre parole, sta iniziando a scricchiolare. Corri ai ripari.
Solitamente, si tratta di una reazione involontaria.
Chi è alle prese con l’ipoacusia (calo dell’udito) non si rende conto di esagerare con il volume della TV. Nel 90% dei casi, sono amici o parenti a farlo notare. Nel restante 10%, ci pensano i vicini.
In generale, sappi che alzare il volume per seguire meglio ciò che stai vedendo in TV non è la soluzione, ma il problema.
Come puoi immaginare, questa abitudine peggiora il tuo udito. Per farti qualche esempio, può provocare gli stessi danni degli auricolari a tutto volume o dei rumori in fabbrica senza protezione alle orecchie (ipoacusia da rumore).
Perciò, meglio farsi dare una controllatina prima di essere “condannati” ad una vita di sottotitoli 📺
La voce al telefono è filtrata da microfoni e altoparlanti, quindi il suono subisce delle distorsioni che rendono difficile un ascolto chiaro. A maggior ragione per chi ha problemi di udito.
A questo, si aggiungono una qualità dell’audio ridotta rispetto alla conversazione faccia a faccia, le interferenze dei rumori ambientali e l’assenza di un contatto visivo con le labbra dell’interlocutore.
Quello del labiale è un aspetto importante per capire la condizione del proprio udito. Non a caso, l’uso delle mascherine durante l’ultima pandemia ha aiutato molte persone a capire di essere un po’ sorde.
Allo stesso modo, un’eventuale difficoltà con le conversazioni telefoniche potrebbe aiutarti a prendere la stessa consapevolezza, e spingerti ad intervenire al più presto.
Come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere
Forse avrai già letto qualcosa o sentito parlare sull’acufene.
In sintesi, è una condizione che si manifesta con la percezione di un fischio, ronzio o fruscio nelle orecchie, anche se non c’è nulla di esterno che produce quel rumore.
Come se fossero le tue stesse orecchie a fischiare.
Al momento non esiste una cura definitiva, né è stato riscontrato un collegamento scientifico tra acufene e perdita di udito. Però, dal punto di vista statistico è molto comune che la percezione di questo fischio sia accompagnata da un calo dell’udito.
Ecco perché l’acufene può considerarsi (letteralmente) un campanello d’allarme di sordità
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Quando l’udito non funziona bene perché il cervello non riesce ad elaborare perfettamente i suoni a causa dell’usura o del malfunzionamento di una o più parti coinvolte nella conversione in impulsi nervosi (coclea, cellule ciliate e nervo acustico).
Non esiste una cura risolutiva, ma l’adozione di apparecchi acustici o impianto cocleare permette di sentire bene e ridurne l’impatto su funzioni cognitive e salute mentale.
Quando il calo di udito è dovuto ad un problema “meccanico” che ostruisce la trasmissione del suono. Le cause principali sono: tappo di cerume, rigonfiamento del condotto uditivo per un’infezione (otite), lacerazione del timpano, malformazioni ossee o tumore.
Dipende dalla causa. In alcuni casi, basta la rimozione del tappo o l’assunzione tempestiva di farmaci. In altre situazioni, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico; in altri ancora, l’unica opzione resta l’uso di apparecchi acustici o impianto cocleare.
Quando i suoni non arrivano in maniera chiara a causa di un’ostruzione meccanica e, al contempo, non vengono elaborati correttamente dal cervello perché una o più parti di orecchio interno e nervo acustico sono danneggiate.
È possibile trattare solo la parte che ostacola la trasmissione del suono, a condizione che si tratti di cerume, infezione o anomalia risolvibile mediante intervento chirurgico. Al contrario, il deficit neurosensoriale non può essere migliorato senza l’uso di apparecchi acustici o di un impianto cocleare.
È una forma di sordità che si sviluppa in breve tempo (dai pochi minuti a massimo tre giorni). Solitamente coinvolge un solo orecchio e può avvenire in maniera brusca oppure progredire rapidamente.
Le cause possono essere differenti. Il tappo di cerume è la più ricorrente, ma può essere la conseguenza di condizioni critiche che richiedono un consulto approfondito.
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